jump to navigation

Una risposta a “Una giornata particolare” 17 Ottobre 2007

Posted by Pioneer Skies in Politica, Politica Interna, Società, Un po' per ridere.
Tags: , , ,
add a comment

Come da oggetto: ecco il link dell’articolo —–> LINK

 

Io non sono andato a votare, MA ANCHE sì; e c’era una gran coda ed una gran festa, MA ANCHE poca gente e desolazione…

(continua…)

Human mode — Power ON 17 Luglio 2007

Posted by Pioneer Skies in Società, Tecnologia.
add a comment

Non so chi di voi ha avuto il piacere di vedere il lungometraggio d’animazione Ghost in the Shell; io sono stato appassionato di fumetti e film d’animazione giapponesi – salvo poi essere migrato verso i graphic-novel anglo-americani -, ma posso obiettivamente dire che, passioni a parte, è un ottima produzione. Ormai datato (anche se la versione su DVD è solo del 2005) tratta però un tema quanto mai attuale; e come i migliori film di fantascienza mi fa tutt’ora pensare come possa tale genere come avvicinarsi tanto a dei frammenti di realtà. Il tema che più mi esalta del suddetto lungometraggio è il rapporto uomo-macchina, il passaggio all’uomomacchina ed il rapporto tra questi ultimi attraverso una fantomatica rete.

Spegniamo il lettore DVD, torniamo alla nostra (pseudo)realtà. Teniamo acceso il televisore e passiamo alla televisione. Ehi…ma…l’ho spento il DVD? Ah sì? Come mai sembra di essere ancora nella fantascienza?

Ghost in the Shell, tirate le fila della trama, si concentra sul concetto filosofico dell’esistenza, azzardando l’ipotesi della nascita di una nuova forma di esistenza ottenuta dalla fusione di un man-machine (lì sono cyborg, ma anche noi potremmo considerarci dei man-machine visto il rapporto di intgrazione ed espansione che ormai le macchine hanno stretto con noi) con la rete. Cosa resta di una coscienza dispersa nella rete? Una nuova esistenza? Magari più avanzata, più libera, puro intelletto; la migrazione verso una sorta di iperuranio moderno.

Per tornare alla nostra televisione: è proprio essa che risponde con quest’ultima ipotesi. Sgretolarsi nella rete – del tutto – non significa disperdersi, ma significa liberarsi, sconfinare la propria coscienza. Sarà da invasati, ma è questo che ho visto! Lo giuro! Già mi immagino il battito del cuore attraverso il doppino di rame, il sorriso compresso in JPEG, le emozioni pre-renderizzate, il sesso in CG. Bellissimo…..come completare il ciclo della metempsicosi…

Il Confine. Noi stiamo a parlare di politica, di economia, di calcio, di transessuali, di religioni. Ma il Confine è il tema più attuale di tutti! Noi siamo la generazione operaia dell’abbattimento dei confini. Degli sfigati, perché non ne godremo, se mai ci sarà di che godere. Ma il passo è grosso ed epocale.

Confine: 1 termine, limite estremo (di un terreno, una proprietà, un’unità territoriale ecc.): i confini di un fondo; il torrente segna il confine fra i due comuni | in partic., linea o zona terminale del territorio di uno stato; frontiera: il confine fra Italia e Austria; confine naturale, costituito da elementi naturali, p. e. un fiume, uno spartiacque; confine politico, non naturale, determinato convenzionalmente | i confini della terra, i luoghi più remoti | senza confine, vastissimo, illimitato; confine culturale, linguistico, quello segnato, rispettivamente, dalle diversità delle culture e delle lingue | i confini della ragione, i suoi limiti | passare i confini, (fig.) esagerare | essere al confine tra la vita e la morte, essere moribondo
2 segnale di confine (cippo, pietra, palo ecc.): collocare i confini
3 (mat.) punti di un insieme che non sono né interni né esterni a esso | (geom.) luogo dei punti di una figura che non sono né interni né esterni a essa
4 (ant. , lett.) paese, regione: in tutto il mondo, per ogni confino, / non è di lui più forte Saracino (BOIARDO)
5 spec. pl. (ant.) bando, esilio: mandare ai confini.

Ora, è ovvio che noi stiamo abbatendo i confini; basta osservare – perché non su tutte le cose si può intervenire: alcuni mutamenti sono da osservare ed agire di conseguenza – per accorgersi che i confini geografici, degli stati o sono violati o si espandono o si raggruppano. i continenti si muovono. I confini linguistici? In Grecia ho parlato solo in inglese; lì, dove i filosofi 600 cazzo di anni prima di Cristo parlavano in greco antico, ora parlano meglio l’inglese che la loro lingua. (solo noi italiani siamo attaccati ai dialetti…) Dove sono i confini? Ed i confini geografico-naturali, come le Alpi? Le traforiamo; allora non sono più confini. Ed i confini etici, morali, politici? Quelli…sono troppo giovane: me li sono persi. Una buona testa filosofica mi direbbe: il confine si sposta sempre più avanti, ma sopravvive. Giusto, ma i confini che abbiamo avuto per 2mila anni li stiamo abolendo.

“Ma cosa sta blaterando, ’sto folle?” No! Adesso arrivo al nòcciolo. L’ultimo confine: quello dell’umanità più profonda, più intima; l’ultimo confine ho visto superarlo in televisione. Quello del sentimento, quello del contatto umano, quello del tono di voce che fa incazzare, quello della smorfia che fa ridere, quello del ritmo delle parole, quello che ci fa innamorare – chissà perché -, quello che ci fa esistere per gli altri, negli altri con gli altri.

Ma basta, non riesco nemmeno più a sfogarmi. Tanto ormai è tardi. Ormai sono già 28 i milioni di coglioni che si incontrano su meetic.

Adesso perdonatemi. Smetto di scrivere, mi tolgo dal PC: devo pensare un attimo alla “Second Life”.