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Cosa si combina

Cosa si combina in questo blog?

 

In effetti, oggi come oggi, scrivere un blog non è più la trovata del secolo; l’iniziativa non si autogiustifica, come accadeva in precedenza, per la sola caratteristica di essere una trovata tecnologica e, volendo, divertente. Inoltre ci si sente dei naufraghi in un oceano sconfinato e non si ha alcun torto.

 

Io provo a considerarlo una valvola di sfogo ed assieme la possibilità di confrontarsi con una più estesa fiumana di persone e, dunque, di idee. Infatti talvolta, quando guardando il telegiornale o leggendo un articolo balzo urlando sulla sedia o quando guardando la televisione mi sento offeso nella mia intelligenza o quando ci sono troppe persone che rotolano nell’apatia e non vogliono soffrire una forzata interazione con me, credo di diventare pesante alla mia ragazza o ai pochi amici con i quali mi lascio andare in discussioni cariche di zelo e spesso di ingiurie di ogni tipo. Già, perché in effetti mi trovo di continuo con qualcosa da dire riguardo una serie di cose. Non è un buon segno la causa (qualcosa che non va), ma è un buon segno l’effetto (nascita, comunicazione, condivisione di idee ed opinioni).

 

Dunque la grande rete credo sia un buon canale da sfruttare per riottenere un buon equilibrio psico-fisico e per provare a non sprecare nessuna idea che passa da qui e per essere libero di dire e di essere ascoltato. Per poi, si badi bene, cogliere eventuali frutti positivi e portarli nella realtà di ogni giorno, perché è lì che le idee e le decisioni mature vanno investite.

 

Tutto questo senza troppe restrizioni di campo giacché molti ambiti riguardano la mia vita: l’università, la cultura, la politica, la tecnologia, la comunicazione, l’arte, i sentimenti, la società, lo Zeitgeist ed un sacco di altre cose. Tutte, ovviamente, declinati per essere di comune comprensione, discussione, interesse ed accrescimento dei lettori (se mai ce ne fossero).