Media Player 6 Ottobre 2007
Posted by Pioneer Skies in Media, Politica.trackback
“Il cda – sostiene Mastella – non può immaginare che ciò che acade della Rai non riguardi il direttore generale. Ci sono delle regole da rispettare. Io non ho mai chiesto censure”. Insomma: “O il consiglio dà regole di comportamento che valgono per tutti, o attiveremo strumenti parlamentari per sfiduciare questo consiglio di amministrazione”.
Per la serie “io non ho mai chiesto censure”, ma c’è sempre una prima volta! ^_^

Purtroppo si è ormai instaurato in Italia un approccio televisivo falsato alla radice, ovvero nella percezione che abbiamo della televisione noi come i politici. Io penso, da tempo, che causa di questa alterazione sia stata la ParCondicio: un essere mitologico dal corpo di toro e la testa di cazzo. Se stiamo a guardare la RAI è in stato di assedio permanente da parte di questa regola; la quale è implicitamente passata dal dover essere in vigore durante i periodi elettorali, al dover essere costantemente mantenuta. Un altro caso italiano in cui l’eccezione diventa la regola. Ed è così che non è più possibile avere un giornalista con una certa autonomia ideale e/o intellettuale.
Le colpe che io individuo sono due:
I) Berslusconi che è sceso in campo con 3 televisioni – di cui una dichiarata abusiva da ogni grado di giudizio esistente, ma tralasciamo – prima ancora di entrare in politica. Questo ha dato al servizio pubblico televisivo un’immagine distrorta di luogo di contrattacco, nonchè un CDA continuamente prostituito alla politica. Nel frattempo la Mediaset gode di una maggiore libertà di manovra perché tanto è un’emittente privata; e a fare rispettare delle regole ad un’emittente privata ci si sentirebbe forse degli illiberali se non proprio dei comunisti.
II) I nostri politici non sono ad ora nelle condizioni di resistere a forze giornalistiche contrarie in modo autonomo; a partire dal fatto che non possiedono un livello minimo di eticità, moralità e credibilità tali da uscire da uno scontro “cazzuto” senza tutte le ossa rotte. Non per nulla, per fare un esempio, di fronte ad un Beppe Grillo tutto il sistema media-politico ha fatto scudo come solo gli spartani saprebbero fare, chi con dei motivi chi con degli altri: un attacco al di fuori dei canali controllati e controllabili – e dunque canali nei quali difficilmente si potrebbe preparare a piacere un proprio corrispettivo uguale e contrario – rischia di scalfire lo squilibrato equilibrio mediatico.
Non c’è nulla da fare: il liberalismo, in Italia, continua ad essere “fare il finocchio col culo degli altri”.





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